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150+ Spettacoli
su altrettanti palchi

sabato 12/4/08 (ore 22.00) – domenica 13/4/08 (ore 21.30)

 
*TUTTA LA VITA DAVANTI* di Paolo Virzì
con Isabella Ragonese, Valerio Mastrandrea, Massimo Ghini, Sabrina Ferilli, Elio Germano [Italia, 117′]
Il manifesto del film è un adattamento dello storico dipinto di Giuseppe Pellizza da Volpedo, Quarto stato (1901): ma a guidare l’esercito proletario sono i precari. Nel bel mezzo di una corale apertura onirica a suon di Beach Boys, la voce narrante di Laura Morante ci introduce cautamente nella favola nera di Marta, ventiquattrenne siciliana trapiantata a Roma neolaureata con lode, abbraccio accademico e

 pubblicazione della tesi in filosofia teoretica. Attorno al diario-blog di Michela Murgia (ora libro “Il mondo deve sapere”), giovane neolaureata sarda che con ironia e sdegno ha confidato al mondo del web le sue allucinate esperienze in un call center, Paolo Virzì e il suo co-sceneggiatore storico Francesco Bruni hanno costruito un film corale, non tanto e non solo sul lavoro precario dei ventenni telefonisti a contratto cococo. Di Tutta la vita davanti questo è solo un aspetto, trattato tra l’altro con una lucidità da docu-fiction di denuncia. Il film in realtà punta l’occhio su almeno tre generazioni di cervelli italiani mandati al macello. In un affresco dalle tinte grottesche, ci lascia infatti osservare cosa è successo ai manager nutriti negli anni Ottanta a vacanze-premio a Sharm e ritocchini dal chirurgo, agli universitari dei Novanta scappati in America, ai giovani del Duemila messi sull’attenti davanti ai modelli televisivi e poi schiavizzati nelle multicompagnie multifaccia e multimbroglio che perseguitano i possibili acquirenti per telefono. Accentuando stavolta i toni tragicomici e grotteschi da commedia nera, il regista toscano dà vita a un’opera corale, matura e agghiacciante, che rivisita (attualizzandola) la miglior tradizione della commedia amara alla Monicelli, costruendo personaggi complessi e sfaccettati, teneri e feroci, comici e tragici a un tempo, ma tutti disperatamente umani e autentici.

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