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sabato 2 maggio 2009 (ore 22.00) – domenica 3 maggio 2009 (ore 21.30)

 
*CHE – L’ARGENTINO* di Steven Soderbergh
con Benicio Del Toro, Demiàn Bichir, Santiago Cabrera, Elvira Mìnguez, Julia Ormond [U.S.A./Francia/Spagna, 131′, biografico]
Non c’è rivoluzionario se non c’è amore. Così dice Ernesto Guevara de la Serna (Benicio Del Toro) in Che: L’argentino (Che: Part One), prima metà del lungo film che Steven Soderbergh e lo sceneggiatore Peter Buchman hanno tratto dal diario che egli stesso scrisse alla macchia in Bolivia, nell’ultimo capitolo della sua esistenza breve. Chi sia stato davvero Guevara è questione che il cinema non può risolvere. Quello del film di Soderbergh è piuttosto un tentativo, riuscito, di renderci presenti alla sua avventura personale e storica. Con lui, ci muoviamo per la Sierra alla ricerca d’una meta che è tanto necessaria quanto problematica. La sua necessità affonda le proprie ragioni nelle condizioni di Cuba, e più in genere dell’America centrale e meridionale. Le conosce bene il Che, quelle condizioni miserabili, avendo viaggiato a 23 anni da Buenos Aires a Caracas a cavallo della propria Norton 500, in compagnia dell’amico Alberto Granado ( dal diario di quella sua prima avventura nel 2004 Walter Salles trarrà I diari della motocicletta). Nasce allora l’amore che lo fa diventare rivoluzionario, appunto. Insieme con quell’amore, e quasi come l’altra faccia della necessità di ribellarsi, nasce anche la problematicità della sua azione rivoluzionaria.

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