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giovedì 5/2/09 (ore 21.30) – venerdì 6/2/09 (ore 22.00)

 
*IL GIARDINO DI LIMONI* di Eran Riklis
con Hiam Abbass, Doron Tavory, Ali Suliman, Rona Lipaz-Michael [Israele/Germania/Francia, 106′, drammatico]
Dopo aver affrontato il dramma del conflitto tra Israele e Siria nel precedente La sposa siriana, Riklis ritorna sullo stesso tema ma cambia il punto di vista. Se prima era il matrimonio, simbolo di unione pacifica per eccellenza, a portare con sé le conseguenze tragiche di una guerra in corso, ora sceglie una discordia tra vicini di casa. Quando poi si tratta del Ministro della Difesa israeliano, non parliamone. Salma è palestinese, vive da sola in Cisgiordania nella casa di sempre, ha un figlio in America e un marito in Paradiso. La sua unica preoccupazione è la cura del giardino di limoni che ha ereditato dalla famiglia, delizia per il sostentamento ma croce per il nuovo vicino di casa, il ministro Navon, che vede negli alberi di Salma, un ottimo nascondiglio per progettare attacchi terroristici. Gli alberi vanno abbattuti ma Salma non vuole rinunciare ai suoi limoni e, con l’aiuto del giovane avvocato Ziad e il sostegno a distanza di Mira, la moglie del ministro, inizierà una battaglia legale senza fine.Lo spunto verosimile (la difesa della propria casa e della propria terra contro misure di polizia giustificate con la necessità di difendere Israele) messo in forma singolare (la battaglia giudiziaria sugli alberi di limone) serve a Riklis per comporre un apologo sobrio sulla contiguità israelo-palestinese, sull’occupazione, sul potere, sulle profonde differenze tra uomini e apparati e sul nefasto effetto che questi ultimi hanno sui primi.Il giardino dei limoni riesce nel difficile intento di forzare con leggerezza lo sguardo dentro un quadretto minimo ma insolitamente radicale

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