“PIN 452″ – un clone chiamato Pinocchia…

Pubblicato da Marino Filippo Arrigoni il 15 giugno 2012 nella categoria Corsi di recitazione Progetto Idra, Spettacoli Progetto Idra

Pin 452 - 2012Sabato 16 giugno – ore 21 e Lunedi’ 18 giugno - ore 21 al Cinema/Teatro Olimpia di Margine Coperta con il Patrocinio del Comune di Massa e Cozzile PROGETTO IDRA presenta

PIN 452” uno spettacolo teatrale comico molto liberamente tratto da “Pinocchia” di Stefano Benni e diretto dal regista Andrea Berti con Martina Ancillotti, Marco Bertini, Irene Caltagirone, Francesco Ercolani, Massimo Domini, Luca Marchi, Rita Orsi, Giulia Palamidessi, Serena Polpini, Claudia Raffagnato, Luca Tanganelli, Ilaria Tavanti, Simona Vannelli.

Inoltre nella stessa serata interverranno come Special guestsSamuele Lenzi, Melania Moschini, Silvia Sassi.

Si tratta di una grottesca rivisitazione della classica fiaba di Collodi, stravolta da personaggi improbabili, robot, cloni e oggetti animati. Non tutto è come sembra; cosa accadrebbe se Geppetto fosse un instabile squattrinato in cerca di affetto…? Se Pinocchia fosse un robot indomabile e testardo? E se la Fata e il Grillo fossero due impostori… proprio come il Gatto e la Volpe?

Il Gruppo e Scuola di Teatro PROGETTO IDRA di Massa e Cozzile, con la Direzione artistica di Marino Filippo Arrigoni, presenta lo spettacolo “PIN 452” al termine di un corso avanzato sul lavoro di caratterizzazione del personaggio con gli attori del gruppo di ricerca e sperimentazione dell’Associazione Culturale e Teatrale Progetto Idra.

Pin 452 è una bambina-robot acquistata da un burbero Geppetto che cerca in lei una figlia/amica/amante. Nè di legno nè di carne Pinocchia cresce allegra e trasgressiva grazie a un microchip con informazioni di base a cui si aggiungono quelle dello pseudo- padre e che l’aiuteranno a muoversi nella società odierna, facendole desiderare sempre più la libertà. Pinocchia si sente però  minacciata da Geppetto, anche lui vittima del sistema, che la vorrebbe sottomessa e conformista. Gli spunti di riflessione che offre questo esilarante lavoro sono dosati da una sapiente e brillante ironia, nonché da una pungente critica di costume. I personaggi sono perfettamente  in linea con le contraddizioni della nostra epoca; adeguati ai tempi moderni, ai mondi virtuali e ai falsi ideali della società attuale. Così Geppetto non è il padre amorevole di cui parla Collodi, ma un uomo che fatica a interagire col mondo reale e che ordina Pinocchia su di un catalogo, perchè non sopporta di stare solo. Ecco che emerge il rifiuto della solitudine da parte di Geppetto contrapposto all’incapacità di relazionarsi con il mondo reale; il desiderio di un rapporto vero in conflitto con il disagio di vivere; la conseguente necessità di rifugiarsi, o almeno tentare, in un mondo virtuale fatto di siti erotici e hot-line. Pinocchia è un robot, bugiarda e curiosa al tempo stesso; catapultata in una realtà che la vuole adulta subito mentre lei è una bambina che deve scoprire tutto pur avendo un chip pieno di informazioni. Si muove con occhi innocenti, ma i personaggi che incontra le fanno capire che l’innocenza è una merce rara: un grillo che l’ammonisce sull’assenza di verità nel mondo; una fata che le dà consigli su come mentire quando è con gli uomini; un gatto e una volpe, finti manager del mondo dello spettacolo, i quali la portano nel paese dei Balocchi che altri non è che un mondo incentrato su falsi miti e reality, dove  le cose che contano sono la sete di denaro, la guerra e il bisogno di apparire.



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