L’UOMO NERO

Pubblicato da Marino Filippo Arrigoni il 7 gennaio 2010 nella categoria Cinema Olimpia Margine Coperta

mercoledì 6 gennaio (ore 21.30) giovedì 7 gennaio (ore 21.30) venerdì 8 gennaio (ore 22.00)

 

l'uomo nerodi Sergio Rubini, con Guido Giaquinto, Sergio Rubini, Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Fabrizio Gifuni, Anna Falchi, Margherita Buy  [Italia, 117', Commedia]

Gabriele Rossetti (Fabrizio Gifuni) va a sud, torna al suo paese e al padre ricoverato in un ospedale di provincia. Al capezzale dell’uomo, Gabriele ripensa alla sua infanzia e alla sua relazione col genitore, capostazione ossessionato dall’arte e da Cézanne. Figlio unico di Ernesto (Sergio Rubini) e Franca Rossetti (Valeria Golino), insegnante e casalinga amorevole, Gabriele cresce osservando le manie degli adulti: le infatuazioni corrisposte di zio Pinuccio (Riccardo Scamarcio), le tele rifatte del padre, le conversazioni coi cari defunti della madre. Impressionato da un misterioso uomo nero e affascinato dal fascino impenitente dello zio, Gabriele vive la sua fanciullezza e subisce la frustrazione artistica del padre, ispirata dal pittore impressionista e umiliata da un critico d’arte locale e trombone. L’uomo nero è un racconto di formazione, amore e distacco del figlio dal padre per diventare adulto, a sua volta padre, coltivando una personalità e un’immagine di sé radicalmente opposta a quella del genitore. Allora è facile vedere nella figura elegante e dinoccolata di Fabrizio Gifuni, sullo schermo Gabriele, ragazzino pestifero e poi fisico geniale, un po’ dello stesso Rubini che a suo tempo ha abbandonato il paese in provincia di Bari diventando «famoso». Mentre il padre capostazione di una fermata invisibile è il suo, con la ferrovia della Stazione, l’esordio da regista nel 1990, e la memoria della terra d’origine che è in tutti i suoi film (Tutto l’amore che c’è). E quell’addio quasi pacificato al padre morto, visto dal giovane come era negli anni Sessanta della sua infanzia, commuove e sembra essere quasi il punto di arrivo di un cammino personale e d’artista. Intonatissima la coppia Golino-Rubini, magistrale Gifuni e bravissimo Scamarcio, il fratello ospite, ruolo da Eduardo ma pure di Amarcord. Ci si diverte con intelligenza: cosa rarissima.



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