L’UOMO CHE VERRA’

Pubblicato da Marino Filippo Arrigoni il 22 aprile 2010 nella categoria Cinema Olimpia Margine Coperta

venerdì 23/4/2010 (ore 21.30)     -     ingresso libero


L'UOMO CHE VERRA'di Giorgio Diritti, con Maya Sansa, Alba Rohrwacher, Claudio Casadio, Greta Zucchetti Montanari,  [Italia, 117', drammatico/storico]  -  ingresso libero

Alle pendici di Monte Sole, sui colli appenninici vicini a Bologna, la comunità agraria locale vede i propri territori occupati dalle truppe naziste e molti giovani decidono di organizzarsi in una brigata partigiana. Per una delle più giovani abitanti del luogo, la piccola Martina, tutte quelle continue fughe dai bombardamenti e quegli scontri a fuoco sulle vallate hanno poca importanza. Da quando ha visto morire il fratello neonato fra le sue braccia, Martina ha smesso di parlare e vive unicamente nell’attesa che arrivi un nuovo fratellino. Il concepimento avviene in una mattina di dicembre del 1943, esattamente nove mesi prima che le SS diano inizio al rastrellamento di tutti gli abitanti della zona. Diritti riesce a evocare una pagina di Storia (l’eccidio nazifascista di Marzabotto) senza scadere nel bozzettismo, nella maniera paratelevisiva o nella celebrazione di prammatica. La soluzione è semplice e geniale: raccontare non la Storia ma una storia. Nell’infinitamente piccolo della vicenda di Martina si riflette, anzi, si ripercuote l’infinitamente grande, le mille ragioni incomprensibili e tortuose della violenza, della sopraffazione, del furore cieco e lucidissimo cui gli uomini si abbandonano con gioia crudele, come bambini. Diritti filma tutto con uno stile che sarebbe piaciuto a Bazin e a chi come lui rivendicava al cinema la capacità di restituire sullo schermo la forza della realtà: gira dal vero, mescola volti di professionisti (Sansa, Rohrwacher, Casadio: tutti eccellenti) a altri presi sul posto (la piccola Greta Zuccheri Montanari ma anche i tanti vecchi dei luoghi, alcuni, da giovani, testimoni del vero eccidio nazista), evita luoghi comuni e cadute retoriche. E riesce a regalarci una delle più belle prove di un cinema finalmente necessario, di altissimo rigore morale e insieme di appassionante e coinvolgente forza civile. Un capolavoro.



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