LA PROMESSA DELL’ASSASSINO (EASTERN PROMISES)

Pubblicato da admin il 26 gennaio 2008 nella categoria Cinema Olimpia Margine Coperta

sabato 26/1/08 (ore 22.00) – domenica 27/1/08 (ore 16.00 e 21.30)

 
*LA PROMESSA DELL’ASSASSINO (EASTERN PROMISES)* di David Cronenberg
con Naomi Watts, Viggo Mortensen, Vincent Cassel [GB, Canada, Usa, 100'].
Dopo A history of violence Cronenberg torna a raccontare la tragica prossimità del male; male che non vediamo ma ci circonda e ci costringe a farvi i conti, senza preavviso. Anna, ostetrica, tenta invano di salvare una ragazza che arriva in ospedale in travaglio. La giovanissima madre muore, ma la neonata sopravvive, e Anna ha soltanto un diario scritto in russo su cui basarsi per cercare di rintracciare la famiglia. Un biglietto da visita trovato tra le pagine la conduce al locale di Semyom, ristoratore solo di copertura. Cupo e inquietante, ambientato in una Londra umida e invernale, il film risulta essere forse uno dei lavori stilisticamente più compatti ed efficaci del regista canadese. La fotografia che vira sul rosso e il nero; l’atmosfera sospesa in cui si muovono i protagonisti, costruiscono un mondo disturbante e precario. Il tutto consente la messa in scena dell’ossessione per il corpo come superficie d’iscrizione della propria memoria, luogo delle impronte del passato. I tatuaggi raccontano i trascorsi dei protagonisti nelle prigioni siberiane e gli incontri di lavoro si fanno nelle saune, per mostrare i disegni sulla pelle. Come racchiusi nei propri corpi i magnifici protagonisti, il glaciale Mortensen, il buffone Cassel e la sconvolta Naomi Watts, fanno trasparire un’inquietudine esistenziale, quella della scelta. Al centro della riflessione di Cronenberg sta la questione morale: il comportamento di un uomo nel momento in cui il suo mondo, quello malavitoso, si scontra con quello cosiddetto “normale”. La potenza di Eastern Promises è quella di trattare il tema all’interno del noir, sfruttando le logiche di genere per mettere in scena un dilemma essenziale. Cronenberg sceglie di non usare le armi da fuoco, centellinando le scene d’azione che esplodono improvvise e ancora più violente durante la narrazione. Dopo averne destrutturato le regole, averle portate all’eccesso, nella sua filmografia, fino a farle collassare, Cronenberg tocca qui una delle vette più alte del noir contemporaneo.



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