ITALIANI, ITALIENI, ITALIOTI

Pubblicato da admin il 24 settembre 2009 nella categoria Teatro Pacini Pescia

ITALIANI, ITALIENI, ITALIOTITEATRO PACINI PESCIA – Mercoledì 02-12-2009 ore 21:00


Autore:
Michele Serra
Regia: Giorgio Gallione
Interpreti Principali: Banda Osiris (Sandro Berti, Gianluigi Carlone, Roberto Carlone, Giancarlo Macrì) e Ugo Dighero 
Produzione: Teatro dell‘Archivolto


Descrizione:
Firmato da Banda Osiris e Ugo Dighero, uno spettacolo all‘insegna della musica, dei monologhi, delle canzoni, delle rime; su testi di Michele Serra e con la regia di Giorgio Gallione. Affidandosi al loro proverbiale e stralunato humor, alla forza della fantasia e ad un indomabile spirito beffardo e iconoclasta, i quattro professori della Banda, accompagnati dal talento bizzarro e virtuosistico di Dighero (ex Broncoviz e tra i protagonisti delle serie TV “Ris” e “Un medico in famiglia”) costruiscono uno spettacolo a cavallo in bilico tra moderno canzoniere politico e “opera”.

Monologhi, canzoni, rime, ballate che raccontano, irridono, svelano, sottolineano la faccia ipocrita e arrogante dell‘Italia. Una esilarante e corrosiva radiografia del nostro paese, costruita sugli scritti, le poesie, le “satire” e i breviari comici di Michele Serra. Un esorcismo per musica e parole per cantare le assurdità, i paradossi, le vanità rovinose di noi “italiani, italieni, italioti”. Uno spettacolo dove il rumore del caos dei nostri tempi diventa una sinfonia di risate amare. 
Affidandosi al loro proverbiale e stralunato humor, alla forza della fantasia e ad un indomabile spirito beffardo e iconoclasta, i quattro professori della Banda Osiris, affiancati in questa avventura dal talento bizzarro e virtuosistico di Ugo Dighero (da Mai dire gol ai Ris), costruiscono così uno spettacolo a cavallo tra un moderno canzoniere politico e un‘Opera da 3 soldi (euro?) di italica fattura; una partitura eccentrica dove le invenzioni musicali e quelle linguistiche si intrecciano, canzonatorie, per costruire un varietà contemporaneo dove il comico cerca di essere ancora eversivo e il grottesco cerca di svelare l‘inessenziale, il contraffatto e il superfluo.
“Mi è spesso capitato, scrivendo, di sghignazzare o commuovermi nel giro di mezza frase appena. Non vedo perché lo spettatore, che tra l‘altro è molto più rilassato di me, non possa farlo con uguale elasticità d‘animo e di sguardo.” (Michele Serra)



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