IO & MARILYN

Pubblicato da Marino Filippo Arrigoni il 13 gennaio 2010 nella categoria Cinema Olimpia Margine Coperta

sabato 16/1/10 (ore 22.00) – domenica 17/1/10 (ore 16.00 e 21.30)


IO & MARILYNdi Leonardo Pieraccioni, con Leonardo Pieraccioni, Suzie Kennedy, Biagio Izzo, Rocco Papaleo. [Italia, 96', commedia]

Gualtiero Marchesi («come il cuoco, ma non sono il cuoco»)  è un “riparatore” di piscine col cuore spezzato e una figlia adolescente. La moglie gli ha preferito il circo e il magnetico Pasquale, napoletano verace, impavido tiratore di coltelli e domatore di una tigre mansueta. Confortano le sue sere vuote e le sue malinconie piene una coppia di amici gay, pasticcieri pasticcioni con cui improvvisa una seduta spiritica ed evoca lo spirito di Marilyn Monroe. La bionda diva non si farà attendere e apparirà fantasma carnale a colui che l’ha invocata col cuore. Comincia così un’inedita convivenza tra Gualtiero e la diva americana, romantica e generosa dispensatrice di consigli sentimentali. Ispirato dalla sua bellezza e dalla sua malia, Gualtiero proverà a riconquistare la sua compagna tra gonne bianche sollevate da un soffio e sotto un cielo di stars. Nono film scritto, diretto e interpretato da Leonardo Pieraccioni, o decimo se includiamo anche Il mio West, diretto dal suo cosceneggiatore di sempre Giovanni Veronesi, Io & Marilyn, è una commedia fantasy con punte romantiche giocata dai suoi autori con gran garbo, intelligenza, perfetta cura nel dosaggio degli elementi comici e nessuna volgarità. Se Izzo è giustamente eccessivo visto l’ambientazione da circo, Luca Laurenti e Massimo Ceccherini sono sorprendentemente sobri, ma molto divertenti, come coppia di pasticceri gay amici di Pieraccioni. È grazie a loro e a una vecchia medium, la grande attrice fiorentina Gianna Giachetti (da La viaccia a Ritorno a casa Gori), che viene evocata in una seduta spiritica la figura di Marilyn, la «donna più bella del mondo» e il povero Pieraccioni se la ritroverà in casa. È per colpa di Marilyn che finirà prima dai carabinieri, con un buon numero di Francesco Pannofino secondo la migliore tradizione dei caratteristi della nostra commedia, poi da uno psicoanalista, Francesco Guccini, ormai specializzato in ruoli minori nei film di Pieraccioni. Come spesso capita nei film di Pieraccioni, non è tanto importante l’intreccio, quanto il funzionamento dei tanti attori che troviamo accanto al protagonista. La grazia di questo film è in gran parte nel saperli dosare e dirigere al meglio.



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