IL NASTRO BIANCO

Pubblicato da Marino Filippo Arrigoni il 18 febbraio 2010 nella categoria Cinema Olimpia Margine Coperta

giovedì 18/2/10 (ore 21.30) – venerdì 19/2/10 (ore 22.00)


IL NASTRO BIANCOdi Michael Haneke, con Susanne Lothar, Ulrich Tukur, Burghart Klaußner [Austria/Germania/Francia, 144', drammatico]

Un villaggio protestante nel nord della Germania. Anni 1913-1914. La vita si presenta con i ritmi delle stagioni e con la sua monotona ripetitività. Fino a quando accade un fatto inspiegabile: il medico si frattura gravemente una spalla in seguito a una caduta da cavallo dovuta a un filo solido ma invisibile teso sul suo percorso. A raccontare gli avvenimenti è la voce di un anziano: all’epoca dei fatti era l’istitutore arrivato in loco da un paese non troppo lontano. L’attentato al medico però non resta isolato. Altri eventi si susseguiranno sotto lo sguardo attento e misterioso dei bambini delle varie famiglie. Palma d’Oro all’ultimo Festival di Cannes, Haneke fotografa la malattia di un villaggio protestante tedesco negli anni precedenti alla Prima Guerra Mondiale: la gestione e l’abuso del potere, il soffocamento imposto dalla disciplina, l’annichilimento delle pulsioni, la costruzione rituale della facciata pubblica festiva di fronte alla violenza dominante l’ambito familiare/feriale. Ai vertici il pastore protestante, il medico, il barone che dettano legge alle anime e ai corpi di poverissimi contadini e a uno stuolo di bambini e adolescenti, tutti biondi e inespressivi, terrorizzati dalle punizioni psicologiche e corporali inflitte dagli adulti. Il nastro bianco (Das weisse band) è un film che illustra «un sistema di educazione dal quale è emersa la generazione nazista», secondo il regista che ha presentato a Cannes nel ‘97 Funny Games e La pianista (Gran Premio della giuria 2001). Grazie a un bianco e nero bergmaniano il regista austriaco costruisce un clima di opprimente attesa. Ciò che gli interessa non è scoprire chi sta all’origine degli inattesi episodi di violenza, quanto piuttosto riflettere su una società che sta ponendo a dimora i semi che il nazismo, dopo la Prima Guerra Mondiale, farà fruttificare.



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