Il conte Ugolino – Inferno XXXIII

Pubblicato da Marino Filippo Arrigoni il 21 maggio 2012 nella categoria Evocazioni Dantesche, Spettacoli Progetto Idra

Miniconferenza sulle Evocazioni dantesche a cura di Marino Alberto Balducci autore di “Inferno scandaloso mistero” da cui è tratto il monologo del Conte Ugolino interpretato da Marino Filippo Arrigoni.

conte ugolino


Martedì 22 maggio 2012 ore 18  – Circolo IL FITTO di Cecina (LI)

ingresso gratuito

Videoinstallazione sulle Evocazioni dantesche rappresentate dalla Compagnia Progetto Idra insieme ad AXE Ballet su musiche originali dei Sensory Gate e scenografie psicosuggestive di Arianna Bechini.

 

organizzata da:

- Carla Rossi Academy International Institute of Italian Studies

- Soroptimist Club International Italia Costa Etrusca

Grazie al Soroptimist Club International Italia – Costa Etrusca il prof. Marino Alberto Balducci, presidente del centro di studi danteschi Carla Rossi Academy – International Institute of Italian Studies (CRA-INITS), presenterà una conferenza spettacolo sul canto XXXIII dell’Inferno: “Il conte di Donoratico divoratore dei figli nella Divina Commedia”. L’evento sarà ospitato nel prestigiosissimo Circolo Culturale ‘Il Fitto’ di Cecina – Livorno che, negli ultimi venticinque anni, ha accolto una sequela di nomi illustri della vita culturale italiana, da Mario Luzi a Vittorio Sgarbi, Edgardo Sogno, Giovanni Spadolini, Marcello Veneziani, tanto per citarne alcuni. Finalità dell’evento è dare opportunità al pubblico studentesco e agli adulti appassionati di conoscere la vastità e la ricchezza dei contenuti della Divina Commedia attraverso lo studio di uno degli episodi più noti dell’opera dantesca. Specificamente, a questo punto della visione d’inferno, viene evocato il famoso conte Ugolino, un personaggio che ci porta a compiere una duplice riflessione, pragmatica e spirituale. Da un lato, lo spettro diventa simbolo degli ideali politici unitari di Dante che sempre ha favorito concordia fra le maggiori forze al potere, nel nome del bene civico e del comune buon senso. Dall’altro, questo personaggio famoso legato al territorio di Pisa e di Livorno ci parla del tradimento di amore che provoca orrore e disperazione, quando nell’odio si rompe il legame coi nostri simili e la Verità Originaria.

 

Al commento storico-filosofico di Marino Alberto Balducci (direttore del centro internazionale dantesco CRA-INITS) farà seguito la videoinstallazione dal titolo Un viaggio nella Divina Commedia, con gli attori della Compagnia Tetrale Progetto Idra, con danze mimiche di Axe Ballet coreografate da Antonella Tronci su musiche elettroniche originali di Andrea Pozzi (Sensory Gate) e con scenografie digitali psicosuggestive di Arianna Bechini. Un testo drammatico moderno, il Monologo di Ugolino, tratto dal romanzo “Inferno-Scandaloso Mistero” dello stesso Balducci (Premio L’Autore-Firenze Libri 2010), illustrato da Marco Rindori e pubblicato a Milano da MJM Edizioni, sarà presentato dall’attore Marino Filippo Arrigoni della Compagnia Teatrale Progetto Idra, che ha già potuto esibirsi con Ugo Pagliai in un’analoga iniziativa.

  Evocazioni con Ugo Pagliai e Marco Vincenzi

Il programma CRA-INITS Evocazioni Dantesche (Immagine, Danza, Musica e Parola) giungerà con questo evento alla sua cinquantaquattresima rappresentazione. Carla Rossi Academy – INITS dal 1993, anno di sua fondazione, organizza vari percorsi formativi assieme a università internazionali, presso la sua sede toscana di Villa La Fenice a Monsummano Terme in Valdinievole. Dal 1998, l’ente collabora con Harvard University U.S.A. per corsi di studio sulla Divina Commedia. Anche l’evento di martedì sera è patrocinato culturalmente dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC) e dai maggiori centri di ricerca dantesca italiani: la S.D.I. di Firenze, il C.F.M.C. di Ravenna e la S.D.A. di Roma.

 

 

Se l’arcivescovo Ruggieri è un vero traditore politico, il suo carnefice, il conte Ugolino, è un personaggio liminare che spiritualmente parlando non sembra qui appartenere all’area dell’Antenòra. Ugolino incarna perfettamente l’ideale politico dantesco che mira a generare concordia fra i contendenti di opposte fazioni, in nome del rispetto reciproco e del comune buon senso. È questa l’ ‘Unione’ civile, l’Imperium, che è frutto essenziale di Caritas ed è quello che i facinorosi accecati da sempre rifuggono, odiando altri umani. Questa e la ‘Monarchia’ concepita da Dante lungo la linea speculativa aristotelica. Il conte Ugolino s’incarcera dentro l’inferno perché ha tradito l’offerta d’amore dei suoi commensali, suoi figli e nipoti, chiudendosi nella cupezza più nera che è disperazione. Così, in qualche modo, in senso spirituale, egli appartiene a un’altra zona del lago: quella seguente, la Tolomèa (dove si trovano i traditori degli ospiti). Il male, comunque, non può in assoluto porre radici totalizzanti nella coscienza, non può occupare tutta la psiche. Questo è il messaggio che il nostro Poeta qui affida agli ultimi spettri del suo ‘Viaggio’ infernale, al conte Ugolino, ma forse ancora di più a quel grottesco frate Alberigo che è sempre vivente nel mondo, in senso carnale, al tempo della ‘Visione’, come del resto succede al suo compagno di pena, il Branca Doria. Dentro l’inferno si trovano immessi i momenti sbagliati del nostro vivere. L’anima allora cade là sotto quando noi siamo occupati da sporchi demòni. Ma esiste un ‘prima’, comunque, e forse… anche un ‘dopo’. La ‘Vita’ scorre dentro la vita: Lei non può accogliere mai una morte definitiva. Il male, come l’inferno e il morire, è percorribile e, al fine, è travalicabile. Certo, il ‘Viaggio’ continua (e il ‘Pellegrino’ lo mostra: fisicamente, concretamente!…), continua oltre l’inferno, che non è certo un confine assoluto, ma che è soltanto la colossale menzogna sull’eternità e la presunta assolutezza del male. In questo senso il protagonista della Divina Commedia, con la sua storia, è dunque il simbolo chiaro e inequivocabile di una siffatta rivelazione.




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