GOMORRA

Pubblicato da Marino Filippo Arrigoni il 19 ottobre 2011 nella categoria Teatro Manzoni Pistoia

TEATRO MANZONI – PISTOIA

Giovedì 2 Febbraio 2012, ore 21:00 (FUORI ABBONAMENTO)

GOMORRAGOMORRA
di Roberto Saviano – adattamento di Roberto Saviano e Mario Gelardi
con Ivan Castiglione Francesco Di Leva Giuseppe Gaudino Giuseppe Miale Di Mauro Adriano Pantaleo e con la partecipazione straordinaria di Ernesto Mahieux  
regia Mario Gelardi

scene Roberto Crea – costumi Roberta Nicodemo
musiche Francesco Forni – video Ciro Pellegrino
produzione Nuovo Teatro/Gli Ipocriti

“L’idea che Gomorra potesse mutare dimensione e divenire forma teatrale sembra essere parte del suo destino. Ancora non era uscito il libro che Mario Gelardi e Ivan Castigliane mi chiesero di poter trasformare qualsiasi cosa avessi scritto in forma teatrale. Come se avessero dal primo momento in cui ci eravamo incontrati in mente cosa fare. Come una sorta di necessità. Qualcosa che puoi affrontare solo assecondandoti ad essa. Il Teatro muta in voce ciò che è parola concede viso, copre con un mantello di carne le parole, senza opprimerle anzi scoprendole dandole epidermide e quindi rendendo storie di un luogo d’ogni luogo, una faccia tutte le facce, e questo è ciò di cui il potere, qualsiasi potere ha più paura”.
Roberto Saviano

Nello spettacolo abbiamo creato una struttura che mettesse in contatto tutte le storie e che utilizzasse il personaggio di Roberto Saviano come un collante tra esse. La volontà era quella di dare un carattere ma anche una faccia ai protagonisti del libro. Si parla di carne e sangue e non solo di carta. Gomorra a teatro è come una sventagliata di Kalaschnikov, rapida , violenta, che si staglia su un vetro blindato facendo fori più grandi e fori più piccoli. Ma è anche il racconto di una città, di un paese, che ci appare sempre in bilico, come il cantiere quasi abbandonato in cui lo spettacolo è ambientato. Un mondo criminale e selvaggio in cui l’occhio dello scrittore Saviano si pone ad illuminare squarci di vita. Abbiamo cercato un senso di movimento circolare, un continuo rincorrersi di personaggi e storie. Un continuo senso di disagio che non ti fa stare fermo sul posto, che fa cercare, cercare sempre qualcosa di diverso, qualcosa di “altro” da quello che si è e si ha. Un rincorrersi delle storie continuo, con i personaggi che si superano, che si affiancano, che si fermano ad ansimare per la fatica.Come topi che scappano dalle fogne, così i personaggi creati da Saviano, assalgono lo spettatore in un alternarsi di scene e avvenimenti, sempre imprevedibili.
Attraverso le immagini rarefatte volevamo restituire un simbolismo capace di parlare a tutti, anche ad un pubblico a cui una lingua o un luogo potevano apparire estranei. Lo spettacolo, come il libro, racconta due livelli del crimine, quello più istintivo, animalesco, violento, costituito dal braccio armato della camorra impersonato dai due spacciatori che vogliono fare carriera nel “sistema” Pikachu e Kitkat e quello imprenditoriale, che non si sporca mai le mani direttamente, che coordina a distanza che ha interessi in tutto il mondo, impersonato nelle figure di Mariano e dello Stakeholder, due colletti bianchi del crimine…..
Mario Gelardi



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