Delirio

Saggio/spettacolo degli allievi adulti diplomandi del 2° Livello

testo e regia di Andrea Berti


delirio Martedì 15 giugno 2010 – ore 21:30

Cinema/Teatro Olimpia di Margine Coperta

Patrocinio del Comune di Massa e Cozzile


Uno spettacolo dissacrante, comico, drammatico, assurdo sul rapporto di una coppia assediata dalle proprie fobie e dallo scenario atroce della guerra; guerra che al tempo stesso fa eco alle loro profonde e continue angosce. Un’opera intensa e dai connotati grotteschi, una prova d’attore, un divertimento assicurato.

 

Gli attori: Giovanni CICCARELLI CUOMO, Susy GALLO, Fausto GARGINI, Fabio GIGLI, Elena LOSCALZO, Andrea MAGRINI, Luca TANGANELLI, Ilaria TAVANTI, Nicol VANNINI.

 

Il Laboratorio Teatrale “Progetto Idra” di Massa e Cozzile (Dir.Artistica Marino Filippo Arrigoni) presenta con “DELIRIO” il frutto di un lavoro intenso e complesso, per movimenti, caratterizzazioni e coralità, come “esame” finale del corso degli allievi adulti diplomandi durato due anni con la regia di Andrea Berti (dell’VIII Laboratorio di Montecarlo).

 

 Il Berti dallo scorso anno collabora con Progetto Idra per la conduzione del secondo livello della formazione attori sezione adulti. La sceneggiatura, scritta dal Berti ispirandosi liberamente ad un capolavoro comico drammatico di Ionesco, mette a dura prova i neo attori per la sua complessa struttura. Un’opera di estrema attualità e di facile percezione del “sottotesto”, comica, drammatica, dissacrante, grottesca. Il dialogo, apparentemente banale, quotidiano fra due conviventi, chiusi tra quattro mura domestiche (volutamente spersonalizzate), viene “alterato” dai rumori assordanti della guerra che si sta consumando all’esterno. Guerra che pur minacciando la loro vita, viene messa in secondo piano a causa dell’incomunicabilità della coppia stessa presa, da anni, ad umiliarsi e ad insultarsi reciprocamente in un gioco al massacro senza esclusione di colpi. Una coppia di amanti costantemente occupati in meschine discussioni, recriminazioni e accuse reciproche, lungi dall’afferrare il reale pensiero dell’altro e che percepiscono i frastuoni e i bombardamenti come semplici elementi fastidiosi che loro stessi descrivono nei termini del più gretto soggettivismo.

 

E’ così che emerge quello che viene definito il teatro dell’assurdo, ma che di assurdo, in relazione alla vita reale, non ce n’è poi tanto. La musica, gli intermezzi coreografici e il perfetto sincronismo delle voci corali dei personaggi doppi sottolineano la situazione di anormalità dei protagonisti e la componente irrazionale del loro rapporto. La comicità amara che ne scaturisce rende lo spettatore consapevole (qualora ce ne fosse bisogno) della difficoltà di comunicazione e della mancanza di interazione totale tra gli esseri umani, mostrando uno spaccato di folle quotidianità attraverso il rapporto di una coppia continuamente incentrata sulla violenza verbale (e per fortuna, qua, solo in quella).

 

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