COLAZIONE DA TIFFANY

Pubblicato da Marino Filippo Arrigoni il 19 ottobre 2011 nella categoria Teatro Manzoni Pistoia

TEATRO MANZONI – PISTOIA

Venerdì 13 Gennaio 2012, ore 21:00 (TURNO V – Venerdì)
Sabato 14 Gennaio 2012, ore 21:00 (TURNO S – Sabato )
Domenica 15 Gennaio 2012, ore 16:00

COLAZIONE DA TIFFANYCOLAZIONE DA TIFFANY (prima nazionale)
di Truman Capote
con Francesca Inaudi Lorenzo Lavia
un cast di 11 attori in via di definizione
regia Piero Maccarinelli

produzione Nuovo Teatro/Gli Ipocriti

Raccontare di Holly? Innamorarsi di una creatura selvatica? Per tutti Colazione da Tiffany è il film di Blake Edwards con l’indimenticabile Audrey Hepburn e George Peppard… …per quasi tutti, dato che Colazione da Tiffany è un breve romanzo gioiello di Truman Capote pubblicato nel 1958 da cui Samuel Adamson ha tratto una riduzione teatrale. Quando Marco Balsamo mi ha chiesto di dirigere la versione teatrale italiana ho accettato perch&eacut; Colazione da Tiffany mi sembra un classico del ‘900. Holly Goligthly è una cover girl americana arrivata a New York un po’ lolita cresciuta, un po’ traviata; intorno a lei ruotano i molti personaggi del mondo un po’ ridicolo e patinato dell’East End newyorkese: un agente di Hollywood, un mafioso italoamericano, il proprietario di un bar, ricchi diplomatici brasiliani…Lei vive in una modesta casetta dell’East Side popolata da una fauna artistica al limite della sopravvivenza e della trasgressione. Tutti sono un po’ innamorati di Holly che sembra attraversare la vita in punta di piedi: il suo passato, il primo marito, la sua attività di prostituta, le sue feste sgangherate… ma Holly ha una grazia innata e per tutti “è in transito”. Nessuno la può fermare, catturare o dire che appartenga a lui… È un personaggio incantevole, dotato di una grazia sorprendente e, anche quando perde il bambino che aspetta dal diplomatico brasiliano, sa rimettersi velocemente in piedi e ricominciare a vivere. Suo contraltare nella drammaturgia è lo scrittore William Parsons (forse un Truman Capote giovane) timido, impacciato, che subisce il suo fascino e la considera sua fonte di ispirazione; è platonicamente innamorato di lei anche se con delle sfaccettature che alludono ad altre sue preferenze. Trascinato da Holly a conoscere e vivere la grande New York, William con l’amico confidente Joe Bell, è la nostra guida fra le pagine del testo teatrale.
L’atmosfera è sempre sottile, frizzante, un alito di freschezza soffia in quasi tutte le situazioni ma i personaggi hanno dei chiaroscuri nella scrittura di Adamson/Capote; ritroviamo Holly con la sua nostalgia per il fratello, le sue passioni per New York, la ricerca del suo posto nel mondo e soprattutto la gioielleria Tiffany dove si sarebbe sentita protetta e al sicuro.
Tutti, insomma, sono disposti a dire “ti amo” ad Holly ma è lei che non sembra disposta ad aprire il suo cuore e quando lo concederà a Josè e lui la tradirà, capirà di essere ancora quell’animaletto selvatico di 14 anni, Lulamae, figlia della provincia americana, gatta selvatica anche se adorabile. Insomma una Holly bizzarra, simpaticissima, commovente e reale. Naturalmente tutto nel nostro spettacolo sarà allusivo; non cercheremo di riprodurre la realtà – a partire dalla scena di Gianni Carluccio – ma solo di far rivivere la favola della bella e umbratile Holly che non può appartenere a nessuno perch&eacut; potrebbe stabilirsi e comprar mobili solo se potesse trovare un posto come Tiffany dove potersi sentire a casa… ma senza brillanti però, perch&eacut; prima dei quarant’anni fanno volgare!
Piero Maccarinelli



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